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Ideazione e Progettazione:
  Lucia Isone www.sitiservice.it

perchè volontariato?

Perchè un'associazione di volontariato?

sandro1Fare il volontario, significa svolgere un’attività non retribuita; fare del volontariato significa fare di più: fare il volontario per gli altri.

Le ragioni che hanno spinto ad organizzarci ed a costituire un'associazione di volontariato sono numerose. La motivazione più forte nasce dal bisogno di dare risposte concrete e rapide ad esigenze che non trovano adeguato soddisfacimento da parte dei servizi pubblici e, contemporaneamente, far conoscere alla maggioranza dei cittadini cosa fa e chi è il pedagogista.

Come per altre associazioni di volontariato, la conoscenza diretta dei fenomeni sociali avviene attraverso l'esperienza personale dei soci che, in quel modo, possono mettere in campo le conoscenze acquisite con anni di studio e sacrifici.

Emerge in questo momento la necessità di garantire a tutte le realtà in cui possiamo essere presenti, la nostra professionalità attivando un servizio coordinato con le altre agenzie del territorio.

Pedagogistionline rappresenta l’attività di pedagogisti/educatori che credono nel volontariato professionale, quel tipo di volontariato che non si limita ad assistere ma promuove la crescita  e  crea opportunità di lavoro: un rapporto di scambio e di reciprocità quindi con l’utenza.
In questa duplice ottica vanno quindi letti i progetti attivati dai soci e dall’associazione e le attività da essa seguite.

Chi e cosa possiamo dare ...

Il pedagogista, unitamente ad atre figure professionali, contribui­sce a fornire una più articolata lettura dei sempre più complessi problemi educativi in quanto individua ed indica le modalità operative da applicare in tale campo.
Il pedagogista, che opera a vari livelli, svolge funzioni tecnico - profes­sionali e di consulenza per gli atti e gli interventi delle pubbliche Am­ministrazioni.
Tali competenze consistono nella individuazione dei bi­sogni e degli ambiti rispetto ai quali avviare una ricerca-azione e nel predisporre le risorse e gli strumenti necessari per condurle; consisto­no, inoltre, nella progettazione e nel coordinamento delle attività di formazione degli operatori socio-educativi, socio-sanitari, socio-assi­stenziali e culturali; consistono, infine, nella programmazione, elabo­razione e verifica dei piani d'intervento dei vari Enti nei settori di competenza.
Il pedagogista, per espletare le sue funzioni, utilizza i metodi, le tecni­che e gli strumenti della ricerca educativa, la quale ha uno statuto epistemologico e scientifico equivalente a quello di ogni altro tipo di ricerca, collocato all'interno delle scienze umane e sociali, comuni alla medicina, alla sociologia, alla psicologia in relazione tra teorico e spe­rimentale, tra qualitativo e quantitativo.
Si tratta di metodi e strumenti scientifici come l'osservazione sistemica, i test, i questionari, i colloqui, l'indagine clinico-educativa, e statistica, in grado di essere usati in situazioni naturali, di cogliere elementi di contesto e di relazioni, di esplorare dimensioni oggettive e/o di gruppo e di collegare le conoscenze all'intervento.
La ricerca-azione condotta dal pedagogista è promotrice di sperimentazioni, di nuove ipotesi di organizzazioni di lavoro, necessaria agli interventi e soprattutto è diagnosi e trattamento pedagogico.
Il pedagogista quindi è un esperto in varie tecniche della ricerca educativa; e imposta i piani di ricerca-azione, li conduce, formula i profili pedagogici, predispone i piani d'intervento e di trattamento pedagogico e li realizza;
· verifica l'iter di realizzazione e di produttività nel caso in cui l'intervento è affidato ad altri operatori;

· è progettista della formazione e della riqualificazione profes­sionale, nonché coordinatore delle équipe di aggiornamento;

· è figura di riferimento stabile in ogni progetto di aggiornamento ed assolve ad un ruolo tecnico altamente specializzato e di direzione di staff;

· svolge le funzioni di programmatore perciò che riguarda le esi­genze di pianificazione degli interventi da parte dei vari enti in settori di competenza anche in raccordo e collegamento con la programmazione di altre amministrazioni;

· rileva sistematicamente, in quanto specialista dell'educazione, da una parte i bisogni e le risorse proprie dell'ente di apparte­nenza e quelle disponibili sul territorio aI fine di attuare gli in­terventi e dall'altra soddisfa i bisogni educativi presenti nella popolazione sia che vengano espressi in forma di domanda espli­cita che di domande latenti o come bisogno insorgente anche mediante attività di trattamento abilitativo o riabilitativo;

· assolve il compito di fornire alle famiglie l'assistenza educativa spe-cialistica e la consulenza psicopedagogica sia per quanto concerne i problemi familiari e di educazione dei figli che per quanto riguarda problemi legati a stati di svantaggio o di ab­bandono dei figli, ad adozioni o ad affidi;

· rileva, in relazione alle attività di orientamento scolastico e professionale, da una parte le attitudini degli allievi attraverso lo studio delle attitudini educative e dall'altra organizza un os­servatorio professionale attraverso cui fornisce gli aiuti nella pre­parazione personale e nelle scelte dell'attività lavorativa.

Il pedagogista, pertanto, è un professionista di formazione pluridi­sciplinare che opera in tutti gli ambiti in cui si svolgono i processi educativi, formativi e preventivi dell'individuo e della collettività; è attento ai cambiamenti e cresce con essi, si pone all'interno del pro­cesso evolutivo della persona adattando i progetti operativi in una società in continua evoluzione, promuovendo, con interventi concreti ed efficaci tutto ciò che serve a superare l'emarginazione rendendo l'individuo capace a partecipare alla gestione della società e non di esserne al suo servizio.
Il pedagogista, è la figura professionale che si propone alla società come guida nelle problematiche educative della famiglia, della scuola, del lavoro e della comunità.
È una figura professionale alla quale il cittadino può rivolgersi per chiedere una guida nell'educazione dei bambini, delle coppie e della vita scolastica dei figli.
Si propone per la mediazione nelle problematiche relative alla fami­glia, alla sessualità, al matrimonio, all'inserimento, alle tossicomanie, all'educazione speciale, alla riabilitazione dell'handicap ed all'orga­nizzazione del lavoro.
Ha il compito di agire a livello preventivo e con la sua azione educativa interviene nell'ambiente della scuola, delle Aziende, della Società, delle Istituzioni, ecc. creando nuove mentalità e nuovi metodi, anche strategici, affinché la comunità non perda quel dono supremo che si chiama “salute”.
Esplica la propria attività nei seguenti settori:

· Sanitario: riabilitazione psico-motoria, educazione sanitaria ed alimen­tare, educazione e preparazione al parto, educazione sessuale, educa­zione socio-sanitaria, formazione rivolta al personale socio-sanitario, col­laborazione con medici, psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, ecc...

· Formazione: aggiornamento e formazione per insegnanti, operatori socio-sanitari, educatori, orientamento e selezione del personale, degli operatori di Enti, Aziende, Imprese, ecc. Formazione per pedagogisti in corsi di specializzazione.

· Scolastico: intervento riabilitativo ed educativo sul minore in diffi­coltà, con problemi di handicap psico­fisico, con problemi di apprendimento e di comportamento, con manifestazioni di disagio, attraverso attività di orientamen­to scolastico e professionale.

· Sociale: consulenza rivolta al singolo (bambino - adolescente - adulto - anzia­no), al gruppo, alla famiglia, alla coppia.

· Assistenziale: intervento presso i cen­tri per tossicodipendenti, AIDS, alcoliz­zati, disabili, malati terminali, anziani.

· Istituzionale: consulenza presso Enti pubblici anche nei casi di separazione, divorzio, affido dei minori, adozioni.

· Aziendale: attività di formazione, aggior­namento e riqualificazione del personale.

Si sottolinea che la figura professionale del pedagogista è inserita in alcuni prov­vedimenti legislativi nazionali da cui si citano:
1.    la Legge 104192 tutela dei sog­getti portatori di handicap; il D.M. del 19.3.93 ... strutture per la riabilitazione tossicodipendenze;
2.    le Linee guida 2/94 Ministero Sanità sugli Istituti e Centri per il recupero e la riabilitazione funzionale;
3.    il D.P.R. del 24.2.94 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di alunni por­tatori di handicap - Unità Multidisciplinari,
4.    la circolare Ministeriale PI. n.123 dell' 11.4.94 Istituzione dei G.L.I.P.;
5.    il D.PR. del 97 requisiti minimi or­ganizzativi sthitturali e tecnologici strut­ture sanitarie pubbliche e private,
6.    il D.P.C.M. 23.1.97 Ministero di Grazia e Giustizia servizi penitenziari...,
7.    la Leg­ge 285 del 28.8.97 nei servizi per l'infanzia e la famiglia.

Articolo pubblicato da “Professione Pedagogista” Anno 1998 n. 3 pag.20,21